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Gesù il Buon Pastore

Sermoni di Marco deFelice, www.veravita.org per domenica, 22 gennaio, 2012 ---- cmd -----
Parole chiave: Gesù Cristo il Buon Pastore, cura di Cristo, Gesù cura le pecore.

Noi pensiamo spesso ai nostri doveri

Quando pensiamo alla vita cristiana, spesso, pensiamo ai comandamenti di Dio, a come dobbiamo vivere. E certamente, sono aspetti importanti della vita cristiana. Ma essi non sono il cuore della vita cristiana.

Quando leggiamo la Bibbia, spesso cerchiamo come possiamo applicare quel brano alla nostra vita, cioè, cerchiamo di capire come dobbiamo vivere in base a quel brano. Certamente questo è importante, ma non dovrebbe essere il nostro traguardo principale quando leggiamo la Bibbia.

Il cuore della vita cristiana NON è come viviamo noi. NON è ciò che noi facciamo per Dio, perciò, non è la nostra ubbidienza e le nostre opere. Esse sono tutte cose importanti, ma non sono la cosa più importante.

Ciò che più importa, il cuore della vita cristiana, è ciò che Gesù Cristo ha fatto e continua a fare per noi. Lo scopo principale della nostra lettura dovrebbe essere quello di conoscere di più Dio, e di capire di più tutto ciò che Dio ha fatto per noi in Gesù Cristo.

Questo perché la vita cristiana è una vita di fede in Gesù Cristo. Il giusto vivrà per fede, non perché cammina bene e così merita la cura di Dio. Ciò che Dio vuole da noi è la nostra fede. Vediamo questo principio ripetutamente nell'Antico Testamento. Abramo credette a Dio, e gli fu contato come giustizia. Quando poi leggiamo il Nuovo Testamento, vediamo di nuovo che ciò che Gesù cerca è la fede in Lui. Certamente, la fede porta all'ubbidienza. Ma fede in Cristo è il cuore di tutto.

E perciò, per avere più fede in Cristo, dobbiamo vederLo sempre più. Dobbiamo vedere il suo cuore, la sua gloria, la sua potenza, la sua opera compiuta per noi sulla croce, e l'opera che Egli compie ora per noi. Dobbiamo vedere la sua cura per noi. Dobbiamo vedere il suo amore per noi, e riconoscere che Egli è perfetto in tutto ciò che fa per noi.

Quindi, oggi, vorrei considerare insieme una della verità più preziose della Bibbia per chi ha Gesù Cristo come Salvatore. Voglio considerare il fatto che Gesù Cristo è il nostro Buon Pastore. Noi siamo pecore.

Non conosciamo le pecore, e l'opera del pastore. Al tempo di Gesù, i pastori in Israele avevano degli ovili dove tenevano le loro pecore durante la notte. Spesso i pastori avevano un portinaio per la notte. Di giorno, il pastore portava le pecore fuori nei campi per mangiare. Di notte, egli andava a casa per dormire, lasciando il portinaio a fare la guardia all’ovile. Il portinaio non apriva la porta se non al pastore. Perciò, se un ladro voleva rubare delle pecore, cercava di entrare da un'altra parte, ma non tramite la porta.

A volte al tempo del Nuovo Testamento, e molto di più al tempo dell'Antico Testamento, il pastore poteva stare fuori giorni interi, e anche settimane, vivendo nella campagna con le pecore, dedicandosi totalmente al loro bene. C'erano animali selvatici, come il leone e l'orso, che mangiavano le pecore. Un buon pastore era pronto a rischiare la vita per proteggere le pecore da questi pericoli, e da qualsiasi altro pericolo.

Il pastore doveva portare le pecore dove c'era erba. Doveva trovare dell'acqua per loro. Doveva curarle in tutto. Facilmente una pecora poteva allontanarsi dal gregge e perdersi in mezzo al deserto. Si poteva incastrare la testa in qualche cespuglio, o cadere da una rupe e non riuscire a tornare su. Perciò, le pecore avevano molto bisogno di aiuto, e un buon pastore doveva dedicarsi totalmente alla loro cura. La vita delle pecore dipendeva totalmente dal pastore. Il loro benessere dipendeva da lui. Le pecore non potevano vivere senza il loro pastore.

Per quanto riguarda il modo di condurre le pecore, oggi in Italia, il pastore cammina dietro alle pecore, spingendole dove egli vuole. Invece, in Israele, il rapporto fra il pastore e le sue pecore era talmente stretto che bastava la sua chiamata e le pecore lo seguivano. Perciò, il pastore andava davanti, chiamando i nomi delle pecore mentre camminava, ed esse lo seguivano.

A volte, più pastori usavano lo stesso ovile. Perciò, alla mattina, quando i pastori arrivavano all’ovile, il portinaio apriva la porta. I vari pastori stavano fuori, ognuno chiamando le proprie pecore. Le pecore riconoscevano la voce del proprio pastore, e uscivano, per avvicinarsi al loro pastore. Poi, lui partiva per i campi, e le pecore lo seguivano.

È importante che comprendiamo il fortissimo impegno che il pastore aveva per le sue pecore, per capire meglio questa analogia che Gesù ci dà per aiutarci a capire la sua cura totale per noi.

Quindi, quando Gesù parla di essere il nostro Buon Pastore, descrive un ruolo in cui Egli si dedica a curarci totalmente, in tutto.

Vogliamo considerare vari brani che ci aiutano a capire la cura di Gesù Cristo. Iniziamo con Giovanni 10.

vv.1-6 il Vero Pastore

Leggiamo i vv.1-6.

“1 "In verità, in verità io vi dico: Chi non entra per la porta nell’ovile delle pecore, ma vi sale da un’altra parte, quello è un ladro e un brigante; 2 ma chi entra per la porta è il pastore delle pecore. 3 A lui apre il portinaio; le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le sue pecore per nome e le conduce fuori. 4 E, quando ha fatto uscire le sue pecore, va davanti a loro; e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5 Non seguiranno però alcun estraneo ma fuggiranno lontano da lui, perché non conoscono la voce degli estranei". 6 Gesù disse loro questa similitudine ma essi non capirono di che cosa stesse loro parlando.” (Giovanni 10:1-6 LND)

In questo brano, Cristo descrive la differenza fra i falsi pastori e il vero pastore. Dice questo per farci capire che Egli è il vero pastore, e che ci sono anche dei falsi pastori.

Infatti, ci sono ladri e briganti. Cioè, ci sono coloro che vogliono fare male alle pecore. Nell’Antico Testamento, troviamo molti brani che parlano di queste situazioni, e spesso queste persone vengono chiamate falsi pastori.

Vogliamo notare, sia in questi versetti che nel resto di questo capitolo, due cose principali: 1) Ciò che fa il vero pastore 2) il modo in cui le vere pecore si rapportano con il vero pastore.

Ciò che fa il vero pastore.

Consideriamo ciò che Gesù fa come vero pastore.

1) entra per la porta (v.2) 2) chiama le proprie pecore per nome, le conduce fuori, va davanti a loro.

Gesù chiama le proprie pecore per nome. Da questa chiamata, possiamo capire che Gesù ha un rapporto personale e diretto con ogni vera pecora, ovvero, con ogni persona che Egli ha salvato.

Gesù chiama ogni pecora per nome. Non chiama il gregge come una massa di pecore, ma chiama ognuna personalmente. Egli conosce ogni pecora personalmente. Conosce ogni dettaglio di ogni pecora. Ha una cura personale di ogni pecora. Quanto è meraviglioso avere un pastore così! Prego che TU penserai a questa verità.

Cosa fanno le pecore?

Notiamo anche come le pecore si rapportano con il pastore.

“3 A lui apre il portinaio; le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le sue pecore per nome e le conduce fuori. 4 E, quando ha fatto uscire le sue pecore, va davanti a loro; e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.” (Giov 10:3-4 LND)

Le vere pecore ascoltano la voce di Gesù. Dove troviamo la voce di Gesù oggi? Abbiamo la sua voce nella Bibbia. Perciò, le vere pecore ascoltano Gesù avendo un impegno di ascoltare e leggere la Parola di Dio.

Inoltre, le vere pecore Lo seguono, perché conoscono la sua voce.

Chi è una vera pecora di Gesù segue Gesù. Cioè, ubbidisce a ciò che Gesù dichiara. Ricordiamoci che i pastori di allora guidavano le pecore camminando davanti a loro, chiamando le pecore a seguirli. Le pecore che appartenevano al pastore lo seguivano, ovvero, gli ubbidivano. Questa è una qualità di una vera pecora di Cristo.

vv. 7-10 Io sono la porta

Gesù continua, e spiega ancora di più del suo ruolo come Buon Pastore. Leggiamo i vv. 7-10, notando come Gesù si descrive e quale risultato c’è per chi entra per mezzo di Lui.

“7 Perciò Gesù disse loro di nuovo: "In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. 8 Tutti quelli che sono venuti prima di me sono stati ladri e briganti, ma le pecore non li hanno ascoltati. 9 Io sono la porta; se uno entra per mezzo di me sarà salvato; entrerà, uscirà e troverà pascolo. 10 Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; ma io sono venuto affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giov 10:7-10 LND)

Gesù qui cambia la figura che sta usando. Questa volta, quando parla dell’ovile, Gesù si descrive come la porta dell’ovile. La porta è l’unica apertura attraverso la quale le pecore possono entrare. È impossibile che una pecora riesca ad entrare in alcun altro modo. In altre parole, Gesù Cristo è l'unico modo per essere salvato.

Domanda: per chi è la porta Cristo? (vv.7) Egli è la porta per le pecore. Non è la porta per tutti. Solo le vere pecore entrano per questa porta. Non entrano capre, né cani, ma solamente pecore. Le vere pecore ascoltano la voce di Cristo e ubbidiscono a Lui. Perciò, quando Gesù spiega che Egli è la porta delle pecore, vuol dire che solo le vere pecore entrano per mezzo di Lui.

Ladri: v.8 Notiamo la verità nel v.8:

“Tutti quelli che sono venuti prima di me sono stati ladri e briganti, ma le pecore non li hanno ascoltati.” (Giov 10:8 LND)

Anche qua, Gesù ci fa capire che ci sono ladri e briganti, ci sono tanti che vorrebbero ingannare le pecore. Si dichiarano pastori, ma non sono veri pastori, perché non seguono veramente ciò che dice Dio nella Parola d Dio. Grazie a Dio che abbiamo il vero Pastore in Gesù.

Quello che le vere pecore trovano in Cristo. (v.9)

Nel versetto 9, Gesù spiega ciò che succede a chi entra per mezzo di Lui. Leggo il v. 9:

“Io sono la porta; se uno entra per mezzo di me sarà salvato; entrerà, uscirà e troverà pascolo.” (Giov 10:9 LND)

Coloro che entrano per mezzo di Gesù saranno salvati, entreranno e usciranno, e troveranno pastura. Saranno curati.

Solo in Gesù Cristo c'è salvezza. Egli è l'unico Pastore, l'unica porta, l'unica salvezza. La vera salvezza esiste solamente in Cristo.

Chi entra per mezzo di Gesù Cristo sarà salvato dai propri peccati, e dalla condanna eterna che ci aspetta per i nostri peccati. Gesù Cristo è l'unico modo per essere salvato.

vv.11-18 Gesù il Buon Pastore.

Adesso, passiamo ai vv. da 11 a 18. Notate che tipo di Pastore è Gesù e ciò che fa per le sue pecore.

“11 Io sono il buon pastore; il buon pastore depone la sua vita per le pecore. 12 Ma il mercenario, che non è pastore e a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge; e il lupo rapisce e disperde le pecore. 13 Or il mercenario fugge, perché è mercenario e non si cura delle pecore. 14 Io sono il buon pastore, e conosco le mie pecore e le mie conoscono me, 15 come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e depongo la mia vita per le pecore. 16 Io ho anche delle altre pecore che non sono di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge e un solo pastore. 17 Per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per prenderla di nuovo. 18 Nessuno me la toglie, ma la depongo da me stesso; io ho il potere di deporla e il potere di prenderla di nuovo; questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio".” (Giov 10:11-18 LND)

Qua, Gesù si presenta come il Buon Pastore. Se tu sei salvato, Gesù Cristo è il tuo Buon Pastore.

Cosa fa il Buon pastore per le pecore?? Egli fa tutto, fino a deporre la sua vita per le pecore. Egli paga tutto, per poterle salvare. Un buon pastore di pecore è pronto a lottare contro un lupo, un orso o un leone per proteggere le sue pecore. Un vero buon pastore pagherebbe con la vita per proteggere le pecore. Invece, un mercenario, quando vede venire il pericolo, si dà alla fuga, lasciando le pecore senza difesa.

Gesù è il Buon Pastore. Ripetutamente dichiara che depone la sua vita per le pecore. Fa tutto per curarci perfettamente.

Il nostro Buon Pastore è così potente che ha il potere di deporre la sua vita per poi riprenderla di nuovo. Nessun uomo ha questo potere. Qui, vediamo la divinità del nostro Buon Pastore. Nessun uomo potrebbe fare questo, solo Gesù Cristo. Siamo sicuri nelle sue mani.

Rapporto personale con le pecore (vv.14,15)

Vogliamo notare, in questo brano, come vengono descritte le pecore. Leggiamo i vv.14,15

“14 Io sono il buon pastore, e conosco le mie pecore e le mie conoscono me, 15 come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e depongo la mia vita per le pecore.” (Giov 10:14-15 LND)

v.14 “Io conosco le mio pecore”. La salvezza porta ad essere in un rapporto personale e diretto con Gesù Cristo. Pensate: il Creatore di tutto il mondo, il Sovrano su tutto, conosce ogni sua pecora personalmente e intimamente. Ha una cura perfetta e personale per ogni pecora. Egli è questo tipo di Buon Pastore!

Il v.14 dichiara: “Le mie conoscono me.” Anche qua, come nei brani precedenti, Gesù descrive le vere pecore. Una vera pecora di Gesù conosce Gesù. Il suo rapporto con le pecore è un rapporto personale.

La vera salvezza non è iniziare a seguire una certa religione. Non è imparare e credere una certa dottrina. Non è qualcosa che si ottiene comportandosi in un certo modo. La salvezza è ricevere il perdono e diventare un figlio di Dio, entrando in un rapporto personale con Gesù Cristo. Le vere pecore conoscono Gesù Cristo personalmente. Solo le vere pecore Lo conoscono per Chi è veramente, e Lo ascoltano e Lo seguono. Solo queste persone entrano per mezzo di Cristo e ricevono la vera salvezza.

Altre Pecore

Per noi che non siamo Giudei di razza, la dichiarazione di Gesù nel v. 16 è una verità meravigliosa. Leggo ancora il v.16:

16 Io ho anche delle altre pecore che non sono di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge e un solo pastore.

Quando Gesù parlava di “quest'ovile”, parlava dei Giudei. Altre pecore sono le persone che Gesù salverà che non sono Giudei.

Ciò vuol dire che la porta della salvezza è aperta anche a noi che non siamo Giudei.

Se ricordate, nell'Antico Testamento, Dio aveva scelto i Giudei come il suo popolo particolare. Però, dal tempo di Gesù, in Cristo la salvezza è stata aperta a tutto il mondo.

Infatti, impariamo in altri brani che oggi Dio sta salvando principalmente persone che non sono Giudee. La porta è stata aperta ad “altre pecore”. Però, chiunque viene salvato, viene salvato per mezzo dell'unico Buon Pastore, e diventa parte dell'unico gregge.

Gesù va in cerca delle pecore perdute

Grazie a Dio per il Buon Pastore che abbiamo. Ci sono tanti altri brani che ci aiutano a capire meglio come è il nostro Pastore. Consideriamo brevemente alcuni altri aspetti del fatto che Gesù Cristo è il nostro Buon Pastore. Prego che la nostra fede in Cristo sia edificata.

Prima di tutto, è importante capire che il ruolo di Gesù Cristo come buon pastore inizia prima della salvezza di una persona. La salvezza avviene perché Dio ha già iniziato un'opera in quella persona, attirandola. Il Buon Pastore va in cerca della persona che vuole salvare.

In Giovanni 6:44 leggiamo:

“nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.” (Giov 6:44 LND)

Quindi, Dio attira una persona, tocca il suo cuore, in modo che desidera la salvezza. Quindi, l'iniziativa viene dal nostro Buon Pastore. Egli va i cerca della pecora perduta, per portarla alla salvezza, come Gesù descrive in Luca 15:1-7.

“1 Or tutti i pubblicani e i peccatori, si accostavano a lui per udirlo. 2 E i farisei e gli scribi mormoravano, dicendo: "costui accoglie i peccatori e mangia con loro". 3 Allora egli disse loro questa parabola: 4 "qual uomo fra voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro alla perduta finché non la ritrova? 5 E quando la ritrova, se la mette sulle spalle tutto contento; 6 e, giunto a casa, convoca gli amici e i vicini e dice loro: "rallegratevi con me perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta 7 Io vi dico che allo stesso modo vi sarà in cielo più gioia per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento.” (Luca 15:1-7 LND)

Il Buon Pastore è venuto in cerca di ciascuno di noi quando eravamo peccatori, per farci arrivare alla salvezza.

Dà la sua vita per poter salvare

Abbiamo già visto che il Buon Pastore dà la sua vita per le pecore. Abbiamo letto questa verità in Giovanni 10:11.

“io sono il buon pastore; il buon pastore depone la sua vita per le pecore.” (Giov 10:11 LND)

Troviamo la stessa verità in 1Pietro 2:24

“Egli stesso portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, affinché noi, morti al peccato, viviamo per la giustizia; e per le sue lividure siete stati guariti.” (1Piet 2:24 LND)

Vi suggerisco di leggere anche Isaia 53, che descrive nei dettagli come Cristo ha dato la sua vita per salvarci. Questa è una verità centrale, da ricordare sempre. Prego che ciascuno di noi che è salvato possa pensare spesso e profondamente alla grandezza del sacrificio di Cristo per te.

Gesù è la porta alla salvezza

In Giovanni 10, abbiamo letto dove Gesù si dichiara di essere la porta delle pecore. Si entra nella salvezza per mezzo di Gesù. Questo ci aiuta a capire il significato delle parole di Gesù dichiarate in Matteo 7:

“13 Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono coloro che entrano per essa. 14 Quanto stretta è invece la porta e angusta la via che conduce alla vita! E pochi sono coloro che la trovano!” (Matteo 7:13-14 LND)

Gesù stesso è la porta stretta. Solo per mezzo di Lui si può essere salvati. Chiunque entra per Lui sarà salvato, e senza di Lui non esiste alcun altra porta per entrare nella salvezza.

La Cura continua

Essendo il nostro Buon Pastore, Gesù non solo ci fa entrare nella salvezza, ma continua a curarci, perfettamente, giorno per giorno, in questo cammino, mentre ci guida verso il cielo. In che modo ci cura?

Egli ci cura con tanta dolcezza e tenerezza. Ascoltate Isaia 40:11, in cui troviamo una profezia che è una descrizione di come sarebbe stato il Cristo, che ormai è arrivato.

“Egli pascolerà il suo gregge come un pastore, radunerà gli agnelli col suo braccio e li porterà sul suo seno, e guiderà con dolcezza e cura le pecore che hanno i piccoli.” (Isaia 40:11 LND)

Gesù è un Buon Pastore, ci cura con tenerezza e dolcezza. Conosce ogni pecora perfettamente, e sa esattamente la cura giusta per ognuno.

Chiaramente, quando consideriamo Gesù come il Buon Pastore, non possiamo mancare di leggere il Salmo 23.

“1 L’Eterno è il mio pastore, nulla mi mancherà. 2 Egli mi fa giacere in pascoli di tenera erba, mi guida lungo acque riposanti. 3 Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome. 4 Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, non temerei alcun male perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga sono quelli che mi consolano. 5 Tu apparecchi davanti a me la mensa in presenza dei miei nemici; tu ungi il mio capo con olio; la mia coppa trabocca. 6 Per certo beni e benignità mi accompagneranno tutti i giorni della mia vita; e io abiterò nella casa dell’Eterno per lunghi giorni.” (Salmo 23:1-6 LND)

Alcuni mesi fa ho predicato un sermone intero su questo Salmo (vedi Sermoni: Salmi: Salmo 23) e perciò, dico solo che Gesù ci cura in modo perfetto, con una protezione sicura, una guida giusta, e un avvenire certo. Siamo sicuri in Lui. Chi è in Gesù Cristo avrà l'eternità nella presenza di Dio.

Ezechiele 34:12

In Ezechiele 34, troviamo un ricca profezia che parla di Gesù come Buon Pastore. Egli cura le pecore, ovunque si trovino, con una cura perfetta. Leggo Ezechiele 34:12.

“come un pastore ha cura del suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore disperse, così io avrò cura delle mie pecore e le strapperò da tutti i luoghi dove sono state disperse in un giorno di nuvole e di dense tenebre.” (Ezechiele 34:12 LND)

Troviamo un esempio di questa cura nell'esempio di Giacobbe, in Genesi, che è un “Tipo” di Cristo. Nell'Antico Testamento, troviamo tanti “tipi” di Cristo, ovvero, uomini che Dio ha guidato per essere un esempio di come sarebbe stato il Cristo. Vediamo un esempio della cura di Cristo in come Giacobbe curava le pecore quando stava tornando verso la terra promessa per incontrare suo fratello Esaù.

“12 poi Esaù disse: "partiamo, incamminiamoci e io andrò davanti a te". 13 Ma Giacobbe rispose: "il mio signore sa che i fanciulli sono di tenera età e che ho con me delle pecore e delle mucche che allattano; se le fanno strapazzare anche un solo giorno, tutte le bestie moriranno. 14 Deh, passi il mio signore prima del suo servo, e io me ne verrò pian piano, al passo del bestiame che mi precede e al passo dei fanciulli, finché arrivi presso al mio signore, a Seir".” (Genesi 33:12-14 LND)

Come Giacobbe era attento a non pretendere dalle pecore ciò che non era alla loro portata, così Gesù Cristo ha una cura perfetta per i figli di Dio. Ha una perfetta cura di TE, se tu sei un figlio di Dio.

Gesù descrive questa sua tenerezza in una dichiarazione in Matteo 12

“Egli non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfare la giustizia.” (Mat 12:20 LND)

La cura di Gesù è così perfetta e tenera che non spegnerà il lucignolo fumante. Ci cura con tanta tenerezza. Magari, a te sembra che una prova sia troppo pesante. Ma Gesù non sbaglia. Ti ama, e non ti permette le prove sbagliate, grazie a Dio!!

Lamentazioni: è una grazia che non siamo distrutti

Per capire l'immensità della cura di Gesù, dobbiamo anche considerare come Dio ci dovrebbe trattare se dovesse darci ciò che meritiamo.

Nel libro di Lamentazioni, Geremia scrive della situazione del popolo di Dio quando Dio aveva mandato i Babilonesi a distruggere Gerusalemme e a portare in cattività i Giudei, il suo popolo. Quindi, era uno sconfitta totale della nazione. Eppure, Geremia scrive della grazia di Dio, che è la base della sua tenera cura. Consideriamo ciò che meritiamo, e il fatto che Dio non ci distrugge. Leggo Lamentazioni 3:21-23.

“21 Questo voglio richiamare alla mente e perciò voglio sperare. 22 È una grazia dell’Eterno che non siamo stati interamente distrutti, perché le sue compassioni non sono esaurite. 23 Si rinnovano ogni mattina; grande è la tua fedeltà.” (Lamentazione 3:21-23 LND)

Mai ma mai dovremmo lamentarci, perché è una grazia che non siamo stati interamente distrutti. Nonostante quanto male la nazione di Giuda avesse subito, quello non era il male che si meritava. Nonostante la dura disciplina dell'Eterno, i Giudei non erano stati distrutti, come invece meritavano. Dio aveva agito con grazia nei loro confronti. Era il loro Buon Pastore.

Anche il nostro buon pastore, Gesù Cristo, ci cura perfettamente, e con grazia. Una parte della sua cura perfetta è di permetterci prove profonde, che servono per la nostra crescita. A volte, come faceva con il suo popolo Israele, ci manda la disciplina. Ma anche in questi casi, ci tratta con grande compassione, come un Buon Pastore.

Conclusione

A questo punto, abbiamo solo iniziato a considerare la perfetta cura che Gesù Cristo, il nostro Buon Pastore, ha per noi.

Tutta questa cura è limitata a chi ha ricevuto il perdono e ha Gesù Cristo come il suo Signore e Salvatore. Se tu non hai Cristo come tuo personale Salvatore, ti esorto a ravvederti, e ad aggrapparti a Gesù Cristo come il tuo Signore e Salvatore. Così diventerà il tuo Buon Pastore.

Per voi che avete Cristo come Salvatore e Signore, e perciò come Buon Pastore, la mia preghiera è che possiamo tutti considerare molto di più l'immensità della benedizione di essere curati perfettamente da Lui. Meditate sulla potenza di Cristo, potente da curarci da qualsiasi pericolo. Mediate sulla sapienza di Cristo, che sa sempre qual è la cura perfetta per noi. Meditate sul fatto che Egli ci cura con tenerezza e dolcezza. Pensate al fatto che Egli si sacrifica per noi, e l'opera che ha iniziato, Egli la porterà a termine, facendoci arrivare nella presenza di Dio per tutta l'eternità.

Abbiamo tutto questo, e molto di più, in Gesù Cristo, il nostro Buon Pastore. Ringraziamo il Padre per Gesù Cristo.

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