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Il costo di seguire Gesù Cristo
Luca 9:57-62

di Marco deFelice, www.veravita.org, per domenica, 10 luglio, 2011 ---- cmd -----
Parole chiave: costo della salvezza, sofferenze, persecuzione.

Quando hai davanti a te una scelta importantissima, prima di intraprendere quella via, è importante riconoscerne le difficoltà, perché così, esse ti fanno riconoscere meglio il vero valore di quella via. Solo così potrai resistere quando arriveranno quelle difficoltà, senza scoraggiarti.

Oggi, vogliamo ascoltare tre dichiarazioni fatte da Gesù Cristo a tre uomini diversi che volevano seguire Gesù, ovvero, volevano la salvezza. In ogni caso, Gesù mostra loro il costo, e la necessità di riconoscere che avere Cristo vale più di qualsiasi altra cosa nella vita.

Il brano che vogliamo considerare è Luca 9:57-62, in cui Gesù parla con queste tre uomini, parlando del costo di seguirLo, e della necessità di farlo con tutto il cuore. Nella Bibbia, la frase “seguire Gesù” è un modo di descrivere la vera fede in Lui, ovvero, descrive uno che si aggrappa a Gesù Cristo per fede, e viene salvato, diventando un figlio di Dio, ricevendo il perdono per i suoi peccati.

Quindi, mentre leggiamo questo brano, tenete in mente che la frase “seguire Gesù” è una descrizione della salvezza. In questo brano, Gesù sta parlando anche a noi, mostrandoci che la salvezza vale tutto. Trovate Luca 9, e ascoltate mentre leggo dal v.57:

“57 Or avvenne che, mentre camminavano per la via, qualcuno gli disse: "Signore, io ti seguirò dovunque andrai". 58 Ma Gesù gli disse: "le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi; ma il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo". 59 Poi disse ad un altro: "seguimi!". Ma quello rispose: "Signore, permettimi prima di andare a seppellire mio padre". 60 Gesù gli disse: "lascia che i morti seppelliscano i loro morti, ma tu va’ ad annunziare il regno di Dio". 61 Ancora un altro gli disse: "Signore io ti seguirò, ma permettimi prima di congedarmi da quelli di casa mia". 62 Gesù gli disse: "nessuno che ha messo la mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio".” (Luca 9:57-62 LND)

In questo brano, il primo uomo si offre di seguire Gesù, ma Gesù gli mostra il costo di seguirLo. Riguardo al secondo, Gesù lo chiama a seguirLo, ma l'uomo vuole rimandare il fatto di seguire Gesù a causa dei rapporti con gli altri. Il terzo uomo ha come ostacolo un cuore diviso. Consideriamo ciò che Gesù dichiara a ciascuno di loro. Nelle risposte di Gesù a questi uomini, possiamo comprendere il cuore che è necessario avere per poter ricevere il dono della salvezza in Cristo Gesù.

L'ostacolo del costo dei sacrifici

Iniziamo perciò con il primo uomo. Leggo ancora ciò che egli dichiara a Gesù, e come Gesù gli risponde, nei versetti 57, 58. Leggo:

“57 Or avvenne che, mentre camminavano per la via, qualcuno gli disse: "Signore, io ti seguirò dovunque andrai". 58 Ma Gesù gli disse: "le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi; ma il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo".

Evidentemente, questo uomo aveva ascoltato gli insegnamenti di Gesù, e per conto suo, si presenta a Gesù, dichiarando che vuole essere un discepolo, vuole seguire Gesù. Non pone alcuna condizione.

In sé, questo è buono. Tante persone ascoltavano Gesù senza mai arrivare a dire che volevano seguirLo.

Però, dalla risposta di Gesù, comprendiamo che questo uomo non aveva considerato quanto costava veramente seguire Gesù. Non aveva riconosciuto quanto egli era debole e bisognoso di Cristo per la salvezza. In realtà, da un certo punto di vista, è costoso seguire Gesù. E Gesù voleva che questo uomo, e anche noi, considerasse il costo, e la sua debolezza, e il suo bisogno della grazia di Dio. Perciò, nella sua risposta, anziché accogliere subito l'uomo, Gesù gli parla del costo di seguirLo. Leggo il v.58:

58 Ma Gesù gli disse: "le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi; ma il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo".

È come se Gesù stesse dicendo: “Tu dici che vuoi seguirmi, ma non sai quanto sia costoso. Devi capire che seguirmi sarà costoso. Non devi credere che seguendomi la vita sarà facile. Io non ho una vita facile sulla terra, e chi mi segue non avrà una vita facile.”

Seguire Gesù, ovvero, ricevere la salvezza, non serve per avere una vita bella e comoda sulla terra. Serve per avere la vita eterna con Dio. Chi segue Gesù può avere una vita terrena dura, ma avrà la salvezza per tutta l'eternità. Anzi, chi segue Gesù avrà delle benedizioni meravigliose, però, avrà anche delle difficoltà e delle sofferenze a causa della sua fede.

Ripetutamente nel Nuovo Testamento troviamo brani che ci parlano delle difficoltà e delle sofferenze che ci saranno per chi segue Gesù. Vi leggo alcuni di questi brani.

Leggo per primo 2Timoteo 3:12, che parla di coloro che vogliono vivere piamente in Cristo, che è il desiderio di ogni vero credente. Perciò, questo brano descrive ogni vero credente. Ve lo leggo:

“infatti tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati,” (2Ti 3:12 LND)

Ogni vero credente sarà perseguitato, in un modo o nell'altro. La persecuzione è dolorosa, però, porta a benedizioni eterne, come Gesù stesso dichiara in Matteo 5:11,12.

“10 beati coloro che sono perseguitati a causa della giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. 11 beati sarete voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. 12 rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli, poiché così hanno perseguitato i profeti che furono prima di voi".” (Matteo 5:10-12 LND)

Le sofferenze in questa vita che arrivano a causa della giustizia, ovvero, a causa di Cristo, sono motivo di grande gioia, perché producono grandi benedizioni per tutta l'eternità, nella presenza di Dio. Quindi, seguire Cristo produce persecuzioni e sofferenze.

Quando Dio salva una persona, Egli dà a quella persona la grazia di credere in Cristo per la salvezza. Inoltre, dà anche la grazia di soffrire per Cristo, come leggiamo in Filippesi 1:29, scritto a coloro che avevano veramente creduto in Cristo.

“poiché a voi è stata data la grazia per amore di Cristo, non solo di credere in lui, ma anche di soffrire per lui,” (Filippesi 1:29 LND)

Chi è veramente salvato soffrirà per Cristo. La sofferenza fa parte della vita in Cristo, ed è un privilegio soffrire per Cristo!

Gesù insegna inoltre che chi vuole seguirLo deve rinnegare se stesso, e portare la propria croce. Rinnegare se stesso vuol dire combattere contro la propria carne, contro il proprio “io”. Significa dire “no” ai desideri naturali, a ciò che uno vorrebbe naturalmente fare. Vi leggo le parole di Gesù in Marco 8:

“34 poi chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, disse loro: "chiunque vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua 35 perché chiunque vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor mio e dell’evangelo, la salverà. ” (Marco 8:34-35)

Per avere la salvezza in Cristo Gesù si deve rinunciare a ciò che la carne vuole, a ciò che si vuole naturalmente, per seguire Cristo. Questo porta a perdere la vita che uno si era creato, la vita che uno aveva sempre sognato. Non è possibile avere sia Cristo che la vita che uno ha sempre avuto. L'unico modo di avere Cristo è di rinnegare se stesso.

Ma chi farebbe mai questo? Chi vorrebbe rinnegare se stesso, e perdere la vita che aveva creato e in cui aveva sperato, per avere Cristo?

La risposta è semplice: chiunque ha veramente capito l'infinito valore di avere Gesù Cristo. Certamente, seguire Cristo è costoso, ma quando uno considera veramente il suo valore, il costo è nulla!

Parlando ancora del costo di seguirLo, in Giovanni 15, Gesù spiega che chi appartiene a Lui sarà odiato dal mondo. È brutto essere odiato, ma il mondo ha odiato anche Cristo. Vi leggo le parole di Gesù:

“18 se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. 19 se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. 20 ricordatevi della parola che vi ho detto: "il servo non è più grande del suo padrone". se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.” (Giovanni 15:18-20 LND)

Chi segue Cristo sarà odiato dal mondo. Non vuol dire che sarà odiato da tutti, ma, sarà odiato a causa di Cristo.

Quindi, chi sceglie Cristo, chi crede in Cristo per la salvezza, deve rinnegare se stesso, soffrirà per Cristo, sarà perseguitato, e sarà odiato.

Pensando di nuovo all'uomo che dice che seguirà Cristo, la risposta di Gesù serve per fargli capire che seguire Cristo gli costerà caro. Prima di dire di voler seguire Cristo, uno deve contarne il costo.

Chi valuta veramente il costo di seguire Gesù, alla luce dell'infinito valore di avere Cristo, non sarà scandalizzato, non sarà scosso, quando arriveranno le difficoltà e le sofferenze e la persecuzione.

In Luca 14:25-33, Gesù parla chiaramente della necessità di considerare il costo prima di iniziare a seguirLo. Solo così uno sarà pronto ad andare avanti senza scoraggiarsi quando gli arriveranno delle difficoltà. Leggo Luca 14: 25-33.

“25 or grandi folle andavano a lui, ed egli si rivolse loro e disse: 26 "se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre, moglie e figli fratelli e sorelle e perfino la sua propria vita, non può essere mio discepolo. 27 E chiunque non porta la sua croce e mi segue, non può essere mio discepolo. 28 Chi di voi infatti, volendo edificare una torre, non si siede prima a calcolarne il costo, per vedere se ha abbastanza per portarla a termine? 29 Che talora, avendo posto il fondamento e non potendola finire, tutti coloro che la vedono non comincino a beffarsi di lui, 30 dicendo: "quest’uomo ha cominciato a costruire e non è stato capace di terminare". 31 Ovvero quale re, andando a far guerra contro un altro re, non si siede prima a determinare se può con diecimila affrontare colui che gli viene contro con ventimila? 32 Se no, mentre quello è ancora lontano, gli manda un’ambasciata per trattar la pace. 33 Così dunque, ognuno di voi che non rinunzia a tutto ciò che ha, non può essere mio discepolo.” (Luca 14:25-33 LND)

Non c'è niente nella vita paragonabile ad avere la salvezza in Gesù Cristo. Essa vale più di tutto. Però, per non venire meno nel seguire Cristo quando arrivano le difficoltà, uno deve riconoscere il valore della salvezza. Se uno non conta il costo, ovvero, se non si rende conto veramente dell'infinito valore della salvezza, potrebbe iniziare a seguire Cristo, però non lo farà con tutto il cuore. In quel caso, quando gli arriveranno problemi e difficoltà a causa di Cristo, quella persona si ritirerà indietro, e si rivelerà di non essere un vero discepolo.

Applicando questo a noi, vorrei parlare a ciascuno che sta cercando Cristo Gesù, e la salvezza in Lui. Renditi conto che non c'è nulla paragonabile alla salvezza in Cristo, perché senza la salvezza, uno è sotto condanna, ha davanti a sé il tormento eterno come punizione per i suoi peccati. La salvezza porta benedizioni per tutta l'eternità. Quindi, nessun prezzo è troppo alto, nessuna sofferenza è troppo grande.

Se tu non valuti il costo, può darsi tu possa pensare di voler Cristo, ma poi quando il seguire Cristo comincerà a costarti, ti tirerai indietro.

E perciò, ciò che Gesù dichiara a questo uomo vale anche per noi: quando si valuta Cristo, è necessario pensare al costo alto, per capire che il valore di avere Cristo vale molto di più. Gesù non vuole scoraggiarti, vuole farti considerare quanto immenso è il valore della salvezza in Cristo, in modo che sarai pronto a pagarne il prezzo.

E se tu hai già Cristo, prega di ricordare l'infinito valore della tua salvezza, in modo da non scoraggiarti quando arriveranno le difficoltà.

La propria debolezza

Pensando di nuovo a questo uomo, c'è un altro importante fattore da considerare. Questo uomo va da Gesù, dicendo che Lo seguirà ovunque. Gesù gli spiega che sarà duro. Perché gli dice questo? Gesù vuole aiutarlo a capire la propria debolezza. Questo uomo era troppo sicuro di sé.

Vi ricordate di un altro uomo che aveva promesso di seguire Gesù ovunque, anche alla morte, ma che poi, ebbe così tanto timore che negò perfino di conoscere Gesù?

Certamente vi ricordate, era Pietro! Vi leggo le sue parole, quando Gesù spiega ai discepoli che lo avrebbero abbandonato quella sera.

“31 Allora Gesù disse loro: "Voi tutti questa notte sarete scandalizzati per causa mia, perché sta scritto: "Percuoterò il pastore e le pecore del gregge saranno disperse". 32 Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea," 33 Allora Pietro, rispondendo, gli disse: "Quand’anche tutti si scandalizzassero per causa tua, io non mi scandalizzerò mai!". 34 Gesù gli disse: "In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte". 35 Pietro gli disse: "Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò in alcun modo". Lo stesso dissero anche tutti i discepoli.” (Mat 26:31-35 LND)

Pietro era focalizzato sulle sue capacità, non sulla sua debolezza e bisogno di Cristo. Più tardi quella stessa notte, negò ben tre volte di conoscere Gesù.

Quando uno viene a Cristo convinto della propria capacità di seguirLo, quel tale non ha capito la salvezza. Uno deve venire a Cristo, non convinto della propria capacità, ma convinto del proprio bisogno di Cristo! Questa è la persona che Dio salva, e che continua a seguire Cristo!

Quindi, questo primo uomo va da Cristo, sicuro di sé, convinto che è pronto a seguire Cristo in qualunque prova. Gesù gli mostra che la strada è molto più dura di quella che immagina, in modo che l'uomo possa capire che non deve avere fede in se stesso, ma deve aggrapparsi a Cristo.

Anche tu che cerchi Cristo devi capire che avere la salvezza porterà problemi e difficoltà in questa vita. Però, è l'unica vera salvezza, che dura ora e per tutta l'eternità. Prima di aggrapparsi a Cristo, bisogna contarne il costo, per capire che ne vale la pena.

L'ostacolo dei rapporti con gli altri

Passiamo ora a considerare il secondo uomo. In questo caso, è Gesù che chiama l'uomo alla salvezza, ovvero, lo chiama a seguirLo. Questo uomo vorrebbe seguire Gesù, ma è ostacolato dal suo rapporto con gli altri, in questo caso, la sua famiglia. Il suo rapporto con la sua famiglia lo ostacola dal seguire Gesù per avere la salvezza. Leggiamo di questo uomo, e di come Gesù gli risponde, in Luca 9:59,60.

59 Poi disse ad un altro: "seguimi!". Ma quello rispose: "Signore, permettimi prima di andare a seppellire mio padre". 60 Gesù gli disse: "lascia che i morti seppelliscano i loro morti, ma tu va’ ad annunziare il regno di Dio".

Gesù chiama questo uomo a seguirLo, ovvero, lo invita alla salvezza.

Questo uomo vedeva la salvezza come qualcosa di bello, ma non capiva l'infinito valore di essa. Perciò, l'uomo, essendo molto legato alla sua famiglia, voleva rimandare la decisione di seguire Gesù. Però, Gesù non accetta chi vuole rimandare la salvezza.

È importante capire che probabilmente, quando questo uomo chiese di prendere tempo per andare a seppellire suo padre, il padre non era ancora morto. In quella società, quando uno moriva, era seppellito lo stesso giorno. Perciò, se suo padre fosse morto quel giorno, è improbabile che questo uomo fosse là per ascoltare Gesù.

Piuttosto, probabilmente suo padre era vecchio, e il figlio voleva restare in casa con lui finché non fosse morto.

La risposta di Gesù mette davanti a questo uomo la scelta che ogni persona deve prende: o vedere Gesù come il più importante di ogni altra cosa, o rifiutare la chiamata alla salvezza.

Cosa intende Gesù quando dice:

"lascia che i morti seppelliscano i loro morti, ma tu va’ ad annunziare il regno di Dio".?

Quando Gesù dichiara: “lascia che i morti seppelliscono i loro morti”, per i primi morti intende gli spiritualmente morti. Ripetutamente, la Bibbia descrive la condizione di chi è senza la salvezza come di un morto. In Efesini 2, parlando a coloro che avevano ricevuto la salvezza, Paolo spiega che erano morti, e sono stati vivificati. Leggo Efesini 2:1,4,5

“1 Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati... 4 ma Dio, che è ricco in misericordia per il suo grande amore con il quale ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo...,” (Efe 2:1,4,5 LND)

Quindi, quando Gesù dichiara: “lascia che i morti seppelliscano i loro morti”, vuol dire “lascia che quelli che sono senza la salvezza pensino a quelle cose, tu, dedicati al regno di Dio”.

Cristo non sta insegnando che uno deve abbandonare la propria famiglia. La Bibbia parla molto dell'importanza di amare e curare la famiglia. Piuttosto, Cristo insegna qua che per avere Cristo, per seguire Cristo, per avere la salvezza, uno deve mettere Cristo sopra ogni altra cosa, compresa la famiglia. Cristo deve essere la priorità, anche prima della famiglia.

Gesù rende molto chiaro questo principio in vari brani. Per esempio, in Matteo 10:37, Gesù spiega chi può seguirLo, ovvero, chi può essere salvato. Vi leggo le sue parole:

“34 "non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada. 35 perché io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio e padre tra figlia e madre, tra nuora e suocera, 36 e i nemici dell’uomo saranno quelli di casa sua. 37 chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me. 38 E chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me.” (Matteo 10:34-38 LND)

Avete notate la dichiarazione: “chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me.”? Per avere Cristo, Gesù deve essere il tuo tesoro, più di qualsiasi altra persona.

Questo è lo stesso messaggio che Gesù disse all'uomo del nostro brano che voleva rimandare la chiamata di Gesù per amore della sua famiglia. La salvezza arriva a chi desidera la salvezza più di qualsiasi altra cosa o di qualsiasi rapporto. Solo chi la desidera così sarà salvato.

Ad ognuno che sta cercando Cristo dico: non arriverai mai alla vera salvezza, finché non varrà più per te di quanto vale qualsiasi rapporto.

E a ciascuno che già ha Cristo, dico: ricordati dell'infinito valore della salvezza. Tieni sempre Cristo al primo posto nel tuo cuore. Questo è il messaggio di Gesù a questo uomo, e a noi.

L'ostacolo del cuore diviso

Passiamo ora a considerare ciò che il terzo uomo dice, e come Gesù gli risponde in Luca 9:61,62. Ve lo leggo:

61 Ancora un altro gli disse: "Signore io ti seguirò, ma permettimi prima di congedarmi da quelli di casa mia". 62 Gesù gli disse: "nessuno che ha messo la mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio".” (Lu 9:57-62 LND)

Anche per questo uomo la famiglia era il suo tesoro. Quindi, voleva Cristo, ma prima voleva abbracciare ciò che era il suo tesoro un'altra volta. Cioè, guardava in avanti a Cristo, ma guardava anche indietro, al suo tesoro.

Per questo uomo, la famiglia era il suo tesoro. Per altri, i soldi sono il tesoro. Per altri ancora, è qualche rapporto, o l'amicizia, o l'approvazione degli altri, o non essere visti male dagli altri. Ci sono tante cose che possono essere il nostro tesoro.

È possibile aggrapparsi sia al proprio tesoro, che a Cristo? La risposta di Gesù è molto categorica quando dice:

“Gesù gli disse: "nessuno che ha messo la mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio.”

In altre parole, chi vuole Cristo, ma guarda indietro, perché ciò che gli sta dietro lo attira ancora al punto che non riesce ad andare diritto verso Cristo, non è adatto per il regno di Dio. Quella persona non desidera la salvezza abbastanza per ottenere la salvezza.

Questo è perché quello che è il tuo tesoro diventa il tuo padrone. Gesù dichiara in modo inequivocabile che non si può avere sia Cristo che un altro tesoro. Gesù non accetta di condividere il trono della tua vita con alcun altro padrone. Egli accetta solo il primo posto in assoluto. In Matteo 6:24, Gesù parla di questo, usando l'esempio delle ricchezze, chiamate mammona, che sono un tesoro, e quindi, un padrone. Ascoltate le parole di Cristo:

“nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro; oppure sarà fedele all’uno e disprezzerà l’altro; voi non potete servire a Dio e a mammona.” (Matteo 6:24 LND)

Per andare a Gesù, uno deve lasciare quello che prima era il suo tesoro. Non puoi avere due padroni, due tesori. Questo è il punto di Gesù. O scegli Cristo, o resti con ciò che è stato il tuo tesoro finora. Non esiste una via di mezzo.

Quindi, a voi che state cercando Gesù Cristo, dico: per trovare Cristo, per trovare la salvezza, per trovare il perdono e la nuova vita in Gesù Cristo, dovete vedere Cristo come il tesoro che vale più di tutto, e andare a Lui, senza volgere lo sguardo indietro. Lo potrete fare quando riconoscerete quanto vale Cristo.

Infatti, quando cerchi Cristo di cuore, e Dio ti apre gli occhi a riconoscere l'infinito valore della salvezza, capirai che ciò che sembrava un tesoro è solo un'apparenza. Ci sono benedizioni terrene, per esempio, la famiglia, ma non sono minimamente paragonabili al tesoro di avere il perdono in Cristo Gesù, e di essere riconciliato con Dio.

Cosa fare

Allora, il messaggio di Gesù a questi tre uomini, e a noi, è chiaro. Nulla nella vita vale quanto il perdono e la salvezza in Gesù Cristo. La salvezza in Gesù Cristo è un dono da Dio, per grazia, che nessuno potrebbe mai pagare. Vale più di tutto, vale più della vita.

Però, per avere il dono della salvezza, e quindi per avere Cristo in noi, dobbiamo considerare Cristo come il più prezioso di tutti e di tutto. Dobbiamo volere Cristo più di quanto vogliamo qualsiasi altra persona o qualsiasi altra cosa. Solamente così possiamo ricevere questo dono.

Dobbiamo volere Cristo al punto che siamo pronti a soffrire per Cristo. Infatti, chiunque veramente riceve la salvezza, conoscerà sofferenze e persecuzione a causa di Cristo. Avrà un combattimento con la propria carne, e conoscerà opposizione da parte di persone care.

Chi mai sceglierebbe una vita che porta a sofferenza, persecuzione, e in cui bisogna negare se stesso?

Vi dico chi: chi capisce l'infinito valore di Cristo! Chi capisce che senza il perdono, c'è solo l'attesa del tormento eterno. Colui che capisce che avere Cristo significa avere la vera vita è colui che sceglie Cristo, e la salvezza in Lui.

Perciò, se tu stai cercando Cristo, considerane il costo! Riconosci che sarà una strada con difficoltà. Ti costerà caro. Però, poi, considera l'infinito valore di avere Cristo, e vedrai che Cristo vale tutto!

Una parola anche per voi che già avete Cristo. A volte, è possibile togliere gli occhi da Cristo, al punto che il costo di seguire Cristo può sembrare pesante. In questi casi, il problema è proprio che abbiamo tolto gli occhi da Cristo. La soluzione è di guardare di nuovo al valore della salvezza.

Quindi, tu che hai Cristo, se il tuo cammino in Cristo ti sembra gravoso, se ti sembra pesante, c'è una spiegazione semplice. Hai dimenticato quella che era la tua condizione spirituale prima di Cristo. Non stai ricordando quella che sarà la tua eternità con Cristo. Non stai riconoscendo le benedizioni spirituali che hai ora, in questo pellegrinaggio.

La chiave per tutti è la stessa: guardiamo a Cristo, guardiamo al valore della salvezza, guardiamo alle benedizioni in Cristo. Allora, potremo vedere il valore di ogni cosa nella sua prospettiva giusta. Allora Spotremo vedere le sofferenze e le difficoltà che ci sono nella vita in Cristo come cosa da poco, alla luce della gioia eterna in Cristo.

Guardiamo a Cristo!

Preghiera: O Padre, grazie per Gesù Cristo. Aiutaci a guardarLo, e a riconoscere che Gesù Cristo vale più della vita stessa, perché solo in Cristo c'è vera vita. Aiuta ciascuno che ti sta cercando a vedere l'immensità del valore di Cristo. Prego anche per coloro che già hanno Cristo, che possano continuare a vedere sempre di più il Suo valore, in modo che il costo della salvezza non sembrerà pesante.

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